I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT- parte 3

By | Maggio 20, 2020

Terzo articolo dedicato all’analisi di Lilliput, il primo dei quattro racconti contenuti ne I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift

Eccoci giunti alla terza ed ultima parte di questo lungo articolo dedicato all’analisi del primo Romanzo Breve contenuto nella quadrilogia de I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

Nella prima parte ti ho spiegato tutte le caratteristiche tecniche della vicenda, dal numero di Linee Narrative alle tematiche in essa contenute, dalla composizione del Cast dei personaggi fino alla spiegazione dei vari spostamenti spazio-temporali. Inoltre ho cominciato l’analisi approfondita della Storia, a partire dall’Equilibrio Iniziale fino alla fine del Primo Atto.

Per approfondire:

Lezione Base - le Linee Narrative

Lezione Base - lo Schieramento dei Personaggi

Nella seconda parte invece ho analizzato la prima metà del Secondo Atto fino al capitolo dedicato al Punto di Mezzo. In questo terzo ed ultimo articolo affronto l’analisi degli ultimi tre capitoli fino al raggiungimento dell’Equilibrio Finale.

Inoltre come ho già spiegato nella prima parte di questo articolo, il vero nome del Protagonista, ovvero Lemuel Gulliver, non appare mai in questa vicenda. Dunque anche in questa ultima parte, allo stesso modo della prima e della seconda, ho chiamato Lemuel Gulliver con gli appellativi di uomo-montagna oppure di gigante, ma solo fino al momento in cui lascia le coste di Blefuscu. Dopo di che tornerà ad essere il Narratore.

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I Viaggi di Gulliver – Capitolo sei

Il sesto capitolo è dedicato alla spiegazione degli usi e costumi degli abitanti di Lilliput. Il Narratore affronta vari argomenti tra cui il culto dei morti, il concetto di giustizia equa, il modo in cui vengono ottenute le cariche pubbliche e come vengono educati i bambini e i giovani

Esposizione: il Narratore spiega che i lillipuziani sono alti poco meno di sei pollici e tutti gli animali, gli insetti, le piante e gli alberi del paese sono proporzionati ad essi, proprio come accade nel mondo ordinario. Di conseguenza anche la loro vista è più fine rispetto a quella di un essere umano di dimensioni tradizionali avendo essi a che fare con oggetti molto piccoli.

I lillipuziani utilizzano una scrittura che non assomiglia a nessuna di quelle conosciute o imparate dall’uomo-montagna nei suoi numerosi viaggi per mare. I lillipuziani non scrivono né da destra verso sinistra e nemmeno da sinistra verso destra. E nemmeno dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto. I Lillipuziani scrivono in una maniera del tutto inusuale, cioè in obliquo da un angolo all’altro del foglio.

Poi spiega che sotterrano i propri morti col capo all’ingiù poiché credono che, trascorsi 11.000 lune, tutti gli uomini risusciteranno e quel giorno la Terra (che loro credono piatta) si rivolterà sottosopra. In questo modo i morti avranno la comodità di trovarsi già in piedi. Questa credenza viene considerata assurda dai sapienti del Paese ma è un’usanza antica che sussiste tuttora.

I Viaggi di Gulliver - Lilliput.I lillipuziani inoltre possiedono molte leggi ed usanze difficili da comprendere poiché sono troppo in contrasto con quelle europee. Per esempio tutti i delitti sono puniti severamente ma se l’accusato può dimostrare la propria innocenza viene condannato a morte l’accusatore al quale vengono confiscati i beni e vengono dati al povero calunniato. E se le sue ricchezze non dovessero bastare come risarcimento, interviene il sovrano che elargisce denaro proveniente dal tesoro dello Stato. L’inganno infatti è considerato più grave del furto e viene sempre punito con la morte. Secondo i lillipuziani chiunque è in grado di difendere le proprie sostanze contro i ladri ma è difficile che un uomo onesto riesca a salvarsi dalla malafede e dagli inganni.

Poi spiega che ogni cittadino che può dimostrare che per 63 lune ha osservato le leggi del Paese ottiene il diritto di avere privilegi proporzionati al proprio lignaggio e alla propria condizione sociale. Inoltre gli viene perfino conferito il titolo di snill pall, cioè osservante delle leggi.

Lezione Base - i Personaggi Leader

I lillipuziani rappresentano la Giustizia con sei occhi: due davanti, due dietro e uno posto a ciascun lato della testa (in segno di circospezione) e pongono nella mano destra un sacco pieno d’oro e nella sinistra una spada chiusa nel fodero (simbologia che dimostra che la giustizia è più disposta a premiare che a castigare).

Le alte cariche politiche vengono ottenute più per onestà che per ingegno. Secondo i lillipuziani l’amministrazione dei pubblici affari è necessaria al genere umano dunque essa non può essere una scienza misteriosa da affidare solo ad individui particolarmente dotati di intelletto. Essi credono invece che la lealtà, la giustizia, la moderazione siano alla portata di tutti e chi le possiede possa, con un po’ di buonsenso e di pratica, rendere onesto servizio al proprio Paese. La mancanza di virtù morali non può essere compensata da alcuna superiorità intellettuale perché chi è molto acuto – ma privo di buoni costumi e onesta fede – è considerato pericoloso in veste di pubblico funzionario.

A Lilliput anche l’ingratitudine è considerata un peccato mortale. Secondo loro un uomo capace di far del male ai propri benefattori è nemico di tutti gli uomini.

Inoltre tra i lillipuziani chi non crede alla provvidenza o è privo di religione non può ricoprire un pubblico impiego. Questo dipende dal fatto che il sovrano, essendo delegato dalla divinità a regnare, non può essere affiancato da persone prive di fede religiosa.

Anche i doveri dei genitori lillipuziani sono molto differenti da quelli dei genitori europei. Secondo loro l’unione tra l’uomo e la donna è un meccanismo naturale finalizzato al solo scopo di procreare. Dunque i genitori non debbono prendersi cura della prole in maniera esasperata e i figli non devono alcuna riconoscenza i propri genitori per esser stati messi al mondo.

Tutti i genitori (ad eccezione dei contadini) devono mandare i figli in pubbliche scuole dove vengono allevati ed istruiti. Le scuole sono diverse a seconda della classe sociale e del sesso dell’alunno. L’istruzione viene impartita dopo la 20ª luna di vita e i maestri si prendono cura di tirar su i ragazzi in base alla loro età, al loro ingegno e alla loro naturale predisposizione.

In questi istituti insegnano maestri dignitosi e pazienti. I fanciulli ricevono un nutrimento semplice e vengono vestiti modestamente.

ANALISI GRANDI CLASSICI - IL GIOVANE HOLDEN

Inoltre vengono istruiti all’onore, alla giustizia, al coraggio, alla modestia, alla religione, alla misericordia e al patriottismo. Durante il giorno svolgono sempre un’occupazione tranne i momenti dedicati al sonno, ai pasti e alla ricreazione. Dopo una certa età devono sapersi vestire da soli e non possono chiacchierare con i servitori. I loro genitori possono andarli a trovare due volte all’anno e la visita non può durare oltre un’ora. Un maestro assiste sempre a questi colloqui per impedire al padre o alla madre di commettere gesti non autorizzati come, per esempio, adularlo, accarezzarlo, regalargli gioielli o dolciumi. Questo periodo di apprendimento è pagato dai genitori e viene riscosso dagli esattori governativi. La sua durata dipende dalla condizione sociale: chi deve solo apprendere un mestiere resta in istituto per un periodo più breve rispetto ai figli dei nobili. Questo periodo in genere termina per i maschi all’età (corrispondente alla nostra) di circa 25 anni.

Per le ragazze la situazione è un po’ differente. Esse si recano negli istituti femminili nei quali, fino all’età di cinque anni, possono ricevere aiuto dalle cameriere per vestirsi. Dopo di che devono necessariamente saperlo fare da sole. Alle cameriere è assolutamente vietato raccontare storie stravaganti o terribili alle giovani ragazze. Se ciò dovesse accadere, le domestiche vengono punite molto severamente.

Questa severità è necessaria affinché le ragazze crescano prive di inutili fronzoli e badino solo all’educazione e alla pulizia. Gli studi sono impegnativi come quelli maschili ma a quelli femminili viene aggiunta qualche nozione di economia domestica. Esse tornano a casa verso l’età di 12 anni perché in questo Paese sono considerate ormai pronte al matrimonio. Le ragazze di condizione umile sono istruite in tutti i tipi di lavori.

Infine gli individui anziani non più autosufficienti vengono accolti negli ospizi affinché non si generi la mendicità per le strade.

i viaggi di Gulliver. il narratore spiega le origini della guerra tra Lilliput e Blefuscu

Poi il Narratore spiega che, in effetti, le grandi capacità dei lillipuziani si erano dimostrate fin dai primi momenti in cui era giunto a Lilliput.

Le sarte erano state capaci di fabbricare per lui della biancheria calcolando la sua altezza e la misura di tutto il corpo basandosi solamente sulla lunghezza del suo pollice. Lo stesso era accaduto quando gli avevano confezionato la giacca.

I pasti venivano preparati da ben trecento cuochi alloggiati con le proprie famiglie in alcune baracche intorno alla sua casa. Nonostante la sua smisurata grandezza essi erano stati capaci di servirgli da bere e da mangiare in quantità proporzionata.

Nuova Complicazione: un giorno l’imperatore, accompagnato dall’imperatrice, dai principini, da alcuni soldati e anche dal gran tesoriere Flinmap, vuole avere il piacere di pranzare con l’uomo-montagna. Flinmap lo guarda piuttosto infastidito. Infatti in passato lo aveva messo più volte in cattiva luce presso il suo sovrano poiché, secondo lui, il suo mantenimento è troppo costoso ed è divenuto tempo di sbarazzarsene. Secondo l’uomo-montagna invece si è sempre trattata di una banale scusa per via di una presunta simpatia di sua moglie nei suoi confronti.

Il rapporto tra Flinmap e la moglie si è riappacificato quando ha scoperto la falsità delle voci, ma quello tra lui ed il gigante non si è più sistemato.

Purtroppo il gran tesoriere ha molta influenza sull’imperatore e fa in modo di togliergli parecchi favori.

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I Viaggi di Gulliver – Capitolo sette

Nel settimo capitolo il gigante scopre un intrigo che si sta intrecciando alle sue spalle. Un lillipuziano misterioso gli comunica che un consiglio segreto si è riunito per accusarlo di lesa Maestà. Hanno elaborato una serie di motivi che decreteranno la sua condanna a morte.

Nuova Complicazione e Apice del Conflitto: un giorno l’uomo-montagna viene a conoscenza di un intrigo che sta avvenendo ai suoi danni. Mentre si sta preparando per recarsi in visita a Blefuscu un uomo si presenta a casa sua. Gli riferisce che in quei giorni un consiglio segreto si è riunito parecchie volte per discutere su una decisione molto grave presa dal sovrano nei suoi confronti. Gli confida che l’ammiraglio Skyresh Bolgolam gli è sempre stato nemico fin dal suo arrivo. Dopo la sua vittoria contro la flotta di Blefuscu il suo odio è cresciuto ancor di più perché ha oscurato la sua gloria di ammiraglio. Costui, d’accordo con altri dignitari e con il tesoriere Flinmap, ha formulato un atto di lesa Maestà ed altri delitti passibili di pena di morte. Come dimostrazione gli porge un documento intitolato atto di accusa formulato contro Quinbus Flestrin (l’uomo-montagna).

Il documento contiene quattro capi d’accusa che fanno riferimento a quattro episodi avvenuti nei mesi precedenti.

L’uomo-montagna è stato giudicato colpevole:

1. di aver sparso acqua nella cinta del palazzo imperiale

2. di aver disobbedito all’imperatore quando non ha voluto impadronirsi della flotta dei loro nemici e dunque ha impedito al Lilliput di acquisire Blefuscu come provincia

3. di aver aiutato e confortato gli ambasciatori di Blefuscu quando si sono presentati per chiedere la pace nonostante essi siano nemici di Sua Maestà imperiale e siano in guerra contro di lui.

4. di aver deciso di far visita alla corte di Blefuscu allo scopo di aiutare e soccorrere il re.

Poi l’uomo misterioso spiega che oltre a questi, ci sarebbero altri capi di accusa di minore importanza.

Gli confida anche che queste accuse sono state discusse più volte e, nonostante il sovrano abbia avuto per lui parole di clemenza, moderazione e giustizia, il tesoriere e l’ammiraglio invece hanno proposto di assassinarlo in maniera crudele. Vorrebbero dar fuoco alla sua casa di notte o, in alternativa, sparandogli addosso frecce avvelenate oppure spargere la sua camicia di un potente veleno urticante.

Purtroppo perfino il generale si è schierato dalla parte di chi vuole eliminarlo e, poco a poco, la maggioranza è divenuta a lui contraria. Solo il ciambellano Reldresal ha appoggiato la moderazione dell’imperatore considerando questi delitti gravi, ma degni di clemenza. In alternativa ha proposto al consiglio di cavare gli occhi al gigante poiché la cecità non gli avrebbe tolto la forza del corpo il quale potrebbe rivelarsi ancora utile a Sua Maestà. Secondo lui è stato proprio il timore di perdere degli occhi (avendo indossato gli occhiali per proteggersi durante l’attacco a Blefuscu) ad impedirgli di impadronirsi di tutte le navi nemiche.

Lezione Base - il Conflitto Narrativo - cosa è e a cosa serve

L’ammiraglio Bolgolam ha invece ribadito che i servizi resi dall’uomo-montagna in realtà sono gravissimi delitti. Anzi, oltre a ritenerlo capace di qualsiasi gesto malvagio, sospetta fortemente che nel fondo dell’animo lui sia un grossapuntista e questo motivo basta da solo per eseguire la sua condanna a morte.

Inoltre il tesoriere ha rincarato la dose dimostrando le ristrettezze economiche in cui si trova il Regno a causa del suo mantenimento e che, a breve, diverranno insostenibili. Se avessero deciso di cavargli gli occhi tale situazione avrebbe peggiorato la dipendenza dell’uomo-montagna da loro.

Tuttavia il sovrano si è dimostrato assolutamente contrario all’esecuzione. Piuttosto aggiungerebbe una pena a quella dell’accecamento. Il ciambellano ha proposto di diminuire la razione di cibo poco a poco fino a fargli perdere le forze e dunque lasciarlo morire di inedia. Ci avrebbe pensato un esercito di 6000 uomini a smembrare il corpo fino allo scheletro affinché non si diffondessero infezioni.

Dunque la sentenza che risulterà sugli atti sarà solo quella dell’accecamento e invece verrà tenuta segreta la decisione di farlo morire poco a poco. Entro tre giorni il Segretario del consiglio andrà da lui a leggere gli articoli dell’accusa e la pena dell’accecamento. Dopo che l’avrà accettata arriveranno 20 chirurghi che ordineranno agli arcieri di scaricare 20 frecce simultaneamente in ciascuna pupilla per eseguire l’operazione.

Dopodiché l’uomo misterioso se ne va alla chetichella così come è arrivato.

Conseguenza: L’uomo-montagna in preda alla più crudele ansia capisce che non può difendersi da queste accuse poiché ha già assistito a processi di quel tipo e i giudici si basano soltanto sulle istruzioni ricevute da accusatori influenti ed altolocati.

Inoltre non intende nemmeno ribellarsi con la forza. Da una parte sarebbe per lui facile rovinare l’intera capitale, ma dall’altra si rifiuta di farlo per via del giuramento prestato a Sua Maestà e per i favori ricevuti, compreso il titolo di nardac.

Svolta Narrativa: Dunque prende la decisione che gli appare più onesta. Scrive al ciambellano una lettera in cui annuncia la sua intenzione di partire immediatamente per Blefuscu. Senza aspettare la risposta prende un grosso vascello, gli attacca una funicella che serve a trascinare l’imbarcazione fino al reale porto di Blefuscu. Lì trova una grossa folla che lo sta aspettando. Gli vengono conferite due guide per condurlo alla capitale Blefuscu.

Quando giunge a 200 yards dalla porta della città chiede alla guida di recarsi da un segretario di Stato per annunciare la sua presenza e per fargli sapere che in attesa degli ordini di Sua Maestà. Dopo un’ora gli annunciano che il re e la regina gli stavano venendo incontro per riceverlo.

Quando si incontrano, l’uomo-montagna gli spiega che con il permesso del suo imperatore (Lillipuziano) e in ossequio alla promessa che aveva fatto il giorno della sua visita, è giunto Blefuscu per conoscere Sua Maestà. Inoltre gli spiega che vuole offrirgli dei servizi che dipendano solo dalla sua persona ma che non entrino in contrasto con i doveri che ha stipulato presso il sovrano di Lilliput.

Tuttavia non riferisce nulla della condanna a morte ricevuta per non sparpagliare la voce.

Nonostante la grande ospitalità offerta dal redi Blefuscu, il regno è privo di un letto e di un ricovero adatto ad un uomo tanto grande dunque, per il momento, gli tocca dormire per terra.

I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT- TERZO ATTO

I Viaggi di Gulliver – Capitolo otto

L’ottavo capitolo è la conclusione della vicenda. Il gigante recupera una scialuppa abbandonata in mezzo al mare e, grazie all’aiuto degli artigiani blefuscudiani rende la scialuppa adatta ad una lunga navigazione. Si mette in viaggio e, dopo alcuni giorni, incrocia una nave mercantile che lo riporta finalmente a casa. La sua permanenza in Inghilterra dura poco, in breve è di nuovo pronto a ripartire per una nuova avventura.

Nuova Svolta Narrativa: tre giorni dopo il suo arrivo nell’isola di Blefuscu, il gigante scorge una scialuppa rovesciata in mare mentre passeggia sulla spiaggia. Torna in città e chiede in prestito 3000 marinai comandati da un viceammiraglio e 20 grossi vascelli. Vuole sfruttare le loro capacità marittime per trascinare la scialuppa a riva.

I viaggi di Gulliver - Lilliput -

L’uomo – montagna vuole approfittare dell’imbarcazione per tentare di tornare a casa via mare. Chiede al re di farla sistemare dai suoi artigiani e di dargli il permesso di lasciare dunque il suo Regno. Dopo qualche opposizione il re glielo permette.

L’uomo-montagna è molto stupito del fatto che l’imperatore di Lilliput non lo abbia ancora cercato. Secondo l’uomo ciò dipende dal fatto che nessuno conosce davvero le sue intenzioni e probabilmente a Lilliput credono che il suo viaggio a Blefuscu sia solo un capriccio personale.

Nuova Complicazione: Tale considerazione ha vita breve. Un giorno a Blefuscu si presenta un ministro con la copia dell’atto d’accusa nei suoi confronti il quale gli spiega che se entro due giorni non avesse fatto ritorno a Lilliput, sarebbe stato privato del suo titolo e dichiarato colpevole di alto tradimento. Il ministro dunque confida nel fatto che il re di Blefuscu lo riporti a Lilliput legato mani e piedi affinché venga punito per i suoi gravi reati.

Il re di Blefuscu rifiuta la richiesta aggiungendo che è debitore nei confronti dell’uomo-gigante poiché ha contribuito al raggiungimento della pace. Inoltre aggiunge che il gigante avrebbe tolto l’imbarazzo ad entrambi perché aveva trovato sulla spiaggia un prodigioso vascello capace di riportarlo nel mare. Entro poche settimane entrambi i Paesi si sarebbero sbarazzati di un peso tanto insopportabile.

Il re di Blefuscu, oltre a spiegare al gigante il contenuto della sua risposta all’imperatore di Lilliput, gli offre comunque la sua protezione nel caso in cui voglia restare al suo servizio. Sebbene l’uomo-montagna ritenga la sua proposta sincera, lo prega di lasciarlo andare. Preferisce sfidare l’oceano piuttosto che provocare altro dissidio tra i due potenti sovrani.

VITA DA SCRITTORE - IL BLOCCO DELLO SCRITTORE

Il re collabora alla sua partenza. Ordina ai suoi operai di fabbricare due vele, un materasso, dei remi e gli alberi maestri. Dopo un mese il gigante è pronto a partire.

Quando si reca dal re per salutarlo e ringraziarlo, il monarca gli dona 50 borse contenenti ciascuno a 200 sprugs, un suo ritratto a grandezza naturale, cibo e acqua in abbondanza e alcuni animali da far riprodurre una volta tornato nella sua patria natia.

Così il 24 settembre 1701 verso le sei di mattina, l’uomo-montagna spiega le vele e parte. Il vento soffia da Sud-Est; verso le sei di sera ha già percorso quattro leghe verso Nord. Ad un tratto scopre un’isoletta lunga circa mezza lega in direzione Nord-Est.

Si accosta ad essa e getta l’ancora. L’isola appare disabitata e dunque il Narratore decide di mangiare e riposarsi. Dorme per circa sei ore e, grazie al vento a favore, ne approfitta per riprende la stessa rotta del giorno precedente. Con l’aiuto della bussola tascabile spera di arrivare ad una di quelle isole che si trovano a Nord-Est di quella che lui definisce la Terra di Van Diemen (attuale Tasmania).

Risoluzione: Il giorno seguente, dopo aver percorso circa 24 miglia, verso le tre del pomeriggio finalmente scorge un bastimento in rotta verso Sud-Est. Verso le cinque o le sei del pomeriggio del 26 settembre lo raggiunge. Il bastimento sventola la bandiera inglese ma l’uomo – prima di salire a bordo – nasconde nelle sue tasche i viveri e gli animali vivi che porta con sé.

Si tratta di un vascello mercantile inglese che torna dal Giappone. È comandato dal capitano Giovanni Biddel di Deptford, un eccellente uomo di mare. A bordo ci sono circa cinquanta uomini dell’equipaggio tra cui un certo Pietro Williams, un vecchio amico del Narratore.

A bordo l’uomo dice di provenire da una terra abitata da esseri molto piccoli e ora sta cercando di tornare verso casa. Per mostrare la veridicità del suo racconto tira fuori dalle sue tasche gli animali vivi, le monete d’oro, il ritratto del re di Blefuscu a grandezza naturale e qualche altra moneta di quel Paese.

Per ringraziare il capitano dell’accoglienza a bordo gli regala due borse di sprugs e un paio di animali gravidi.

ANALISI GRANDI PERSONAGGI - JANE EYRE

Scioglimento: Il 13 aprile 1702 finalmente il vascello mercantile giunge in un luogo che il Narratore chiama Le Dune. Durante il poco tempo in cui si stabilisce in Inghilterra guadagna molti soldi mostrando quei minuscoli animali ai nobili. Tuttavia prima di iniziare un nuovo viaggio in mare decide di rivendere quei piccoli tesori per £ 600.

Purtroppo al suo ritorno non trova alcuna traccia di quelle minuscole bestiole il che provoca un grande rammarico in lui.

La sua permanenza con la sua famiglia in Inghilterra dura solamente due mesi. Il Narratore prova di nuovo l’insaziabile passione di vedere altri Paesi. Sistema la moglie in una bella casa a Redriff, le lascia £ 1500 per continuare a vivere e prende con sé altro denaro e merci sperando di arricchirsi ancora. Inoltre suo zio Giovanni gli lascia in eredità alcune terre presso Epping che gli rendono £ 30 e affitta una sua fetta di terreno che rende altrettanto.

In questo modo si assicura che la sua famiglia non corra alcun pericolo di essere ridotta all’elemosina. Il figlio Giannino va a scuola e studia latino, invece sua figlia Bettina dopo aver imparato a cucire, si è sposata ed è madre di famiglia. Si congeda da loro con le lacrime e si imbarca sul vascello mercantile L’Avventura comandato dal capitano Giovanni Nicholas di Liverpool.

La narrazione si conclude qui. Il racconto del successivo viaggio fornirà la seconda storia inclusa nella serie dedicata alle Avventure di Gulliver.

Vai alla prima parte.

Vai alla seconda parte.

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IMPORTANTE: prima di salutarci ti ricordo che all’interno del Glossario Narrativo di Scrittissimo puoi trovare la spiegazione dei termini tecnici che ho utilizzato. Invece nella pagina dedicata alle Lezioni Base puoi trovare la spiegazione approfondita degli argomenti tecnici ricorrenti su Scrittissimo.

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Per oggi è tutto,

a presto

Simona

Author & Admin di Scrittissimo.com

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