I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT- parte 2

By | Maggio 20, 2019

Secondo articolo dedicato all’analisi di Lilliput, il primo dei quattro racconti contenuti ne I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift

Nella prima parte di questo articolo dedicato all’opera di Jonathan SwiftI Viaggi di Gulliver – Lilliput, ti ho parlato dei contenuti e delle tematiche della vicenda. Ti ho spiegato che si tratta di un Romanzo Breve composto secondo una classica Struttura in Tre Atti.

Ti ho parlato delle diverse Linee Narrative che compongono la vicenda, della semplice gerarchia di Ruoli dei personaggi, dell’Ambientazione, delle Location e dei vari spostamenti spazio-temporali che conducono la Storia dall’Equilibrio Iniziale a quello Finale. Inoltre ho iniziato l’approfondimento del Primo Atto che si snoda solamente all’interno del Primo Capitolo.

Lezione Base - differenza tra Mostrare e Raccontare

Lezione Base - i Personaggi Leader

Continuo ora con la prima metà del Secondo Atto fino al Punto di Mezzo.

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I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT- SECONDO ATTO

I Viaggi di Gulliver – Capitolo due

Il secondo capitolo spiega come si svolge per il Protagonista il primo periodo di permanenza a Lilliput. Nonostante venga mantenuto legato, il sovrano si preoccupa del suo benessere. Gli procura un riparo, cibo in abbondanza e viene istruito sulla lingua del posto. In cambio di tali favori il gigante deve comportarsi pacificamente.

Descrizione: Il Narratore introduce il capitolo con una breve descrizione della capitale di Lilliput, Milendo. L’ingresso della città supera per bellezza quanto abbia mai visto in vita sua. Davanti a sé c’è una distesa di giardini e di campi circondati da mura che, a suoi occhi, appaiono come aiuole fiorite. Tra un campo e l’altro sorgono dei boschi e gli alberi più alti misurano circa sette piedi.

Ad un tratto arriva l’imperatore con tutta la sua corte. Dice ai suoi cuochi di servire all’uomo cibo e vino. A poca distanza, seduti su delle ci sono l’imperatrice, i principi e principesse del regno.

I Viaggi di Gulliver - Lilliput.

Descrizione: Il sovrano ha un aspetto imponente. È più alto di ognuno dei suoi cortigiani e possiede lineamenti maschili marcati, un labbro prominente, il naso aquilino, la pelle olivastra e il portamento maestoso. Ha circa 28 anni e possiede una voce acuta ma chiara. Indossa un vestito semplice, porta un elmo d’oro in testa adornato da gemme e da un pennacchio.

Sebbene il re provi a parlare con il gigante, la comunicazione è impossibile. Né le numerose lingue conosciute dal gigante e né l’intervento dei sacerdoti riescono a risolvere tale impedimento. 

Nuova Complicazione: Come se ciò non bastasse, non tutti gli abitanti del luogo lo accolgono a braccia aperte. Infatti una volta ritornato alla sua dimora, il gigante subisce un attacco inaspettato. Alcuni ometti, dispettosi ed incuriositi dalla sua presenza, gli tirano delle frecce, una delle quali per poco non gli rovina l’occhio sinistro.

La notizia di questo attacco arriva velocemente a corte. Infatti sei di questi farabutti vengono arrestati e portati davanti al cospetto del grande uomo per essere puniti. Tuttavia il gigante decide di lasciarli andare senza far loro alcun male.

Conseguenza: Questo atto inaspettato fa un’ottima impressione sui soldati e sulla folla. Perfino a corte se ne parla in maniera parecchio lusinghiera.

Nuovo Equilibrio: La novità dell’arrivo del gigante si è sparsa per tutto l’impero ed un’enorme folla di curiosi e di sfaccendati giungono da ogni parte per vederlo. Per impedire che le campagne si spopolino troppo l’imperatore emette un editto che restringe le visite dei sudditi: il gigante può essere osservato una volta sola nella vita e non è possibile avvicinarsi a lui a meno di 50 metri.

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Nuova Complicazione: Nel frattempo a corte viene organizzato un consiglio per decidere cosa fare di lui. Fornirgli vitto ed alloggio costa davvero troppo all’impero ma ucciderlo e poi smaltirne il corpo è ancora più difficoltoso. La discussione dura a lungo ma gli ufficiali che hanno assistito al gesto magnanimo del gigante verso i sei provocatori, convincono il re a tenerlo in vita.

Nuovo Equilibrio: Viene nominata una commissione che, girando per tutti i villaggi nel raggio di 900 miglia dalla capitale, impone loro un contributo giornaliero di sei bovini, 40 montoni, pane e vino in quantità allo scopo di sfamare adeguatamente il gigante. Vengono adibite seicento persone stipendiate al suo servizio, tra le quali trecento sarti addetti alla fabbricazione di un vestito alla moda del paese e sei dotti professori incaricati ad insegnargli la lingua del luogo. In tre settimane il gigante impara le basi del linguaggio lillipuziano cosicché, quando l’imperatore si reca a fargli visita, egli approfitta delle poche parole che conosce per chiedere la liberazione dalle catene.

L’imperatore ogni volta gli risponde che serve l’approvazione del suo consiglio ed è anche necessario da parte sua un Lumos Kelmin Pesso Desmar Lon Emposo, cioè un solenne giuramento di pace inviolabile tra lui e i sudditi del regno.

Nel frattempo, se mantiene pazienza e buona condotta, verrà trattato con cura.

Nuova Complicazione: Tuttavia è necessario perquisirlo per rimuovere eventuali armi in suo possesso. Nelle sue tasche viene rinvenuto un certo numero di oggetti: un pezzo di tela, una tabacchiera d’argento contenente tabacco, un fazzoletto, un taccuino, un pettine. Inoltre vengono trovati degli oggetti che gli ometti non conoscono. Si tratta di una pistola tascabile, di monete d’oro, di un orologio. Invece appesi alla cintura di pelle ci sono una sciabola e una borsetta divisa in due scompartimenti che contiene dei piombini e polvere da sparo.

Il sovrano pretende che gli venga consegnato tutto. Il gigante (da ora definito anche quinbus-flestrin cioè uomo-montagna) mostra il funzionamento della pistola tascabile, oggetto che spaventa i piccoli ometti ma che suscita in loro grande meraviglia. Inoltre il sovrano vuole vedere da vicino anche l’orologio. Il ticchettio che emette e il movimento della lancetta stupiscono molto il sovrano.

L’uomo-montagna nasconde nel taschino interno della giacca anche un paio di occhiali, un piccolo telescopio e qualche altro oggetto.

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I Viaggi di Gulliver – Capitolo tre

Nel terzo capitolo il Protagonista è sempre più popolare tra i lillipuziani per via della sua bontà d’animo. Inoltre spiega come vengono elette le cariche politiche a Lilliput. L’imperatore gli concede la libertà a patto che lui sottoscriva un giuramento composto da otto condizioni che dovrà assolutamente rispettare.

Nuovo Equilibrio: L’uomo-montagna ha capito che tutta la popolazione lo apprezza. La sua popolarità è tale che passa il tempo in compagnia di gruppi di giovani lillipuziani lasciandoli ballare su di lui o permettendo loro di giocare a nascondino tra i suoi capelli.

Ogni giorno che passa migliora la sua conoscenza della lingua ed approfondisce alcuni usi e costumi del popolo di Lilliput.

Esposizione: perfino l’imperatore organizza per lui uno spettacolo speciale. Si tratta dell’esercizio che viene praticato da coloro che vogliono raggiungere le alte cariche pubbliche. Quando un’importante carica è vacante, cinque o sei pretendenti presentano la domanda per eseguire un ballo in equilibrio sopra ad un filo sottilissimo lungo due piedi e mezzo. La carica viene data a colui che balla meglio o che salta più in alto sul filo senza cadere.

Questo esercizio viene eseguito periodicamente anche dai grandi magistrati e dai primi ministri già in carica allo scopo di confermare la loro bravura e dunque mostrare al sovrano di non aver perduto il loro talento.

Poi tra gli usi e i costumi dei Lillipuziani rientra un particolare svago riservato all’imperatore, all’imperatrice e al primo ministro. L’imperatore mette su una tavola tre fili di seta lunghi sei pollici: uno rosso uno giallo e uno bianco. Il cordoncino rosso viene fornito a chi è più bravo ad eseguire un certo esercizio ginnico, al secondo per merito viene consegnato il giallo e infine il bianco va al terzo classificato. Una volta conquistati tali cordoncini vanno portati addosso come segno di rispettabilità.

La confidenza tra l’uomo-montagna e la corte reale è tale che, un giorno, all’imperatore viene in mente un’idea: far passare sotto le sue gambe l’intero esercito in formazione da battaglia. Questo esercito, composto da 3000 uomini di fanteria e 1000 cavalieri, deve sfilare con le insegne al vento e le lance in resta, il tutto al suono dei tamburi.

Svolta narrativa: L’uomo-gigante concede questa richiesta poiché spera di ottenere così la libertà. Infatti quando ripropone la richiesta, l’imperatore è costretto a discuterne con il Consiglio di Stato.

Dopo una lunga riunione tutti i consiglieri danno parere favorevole ad eccezione di uno, il ministro Skyresh Bolgolam che riveste la carica di Galbet, cioè di ammiraglio. Tuttavia è proprio questo dignitario a recarsi in prima persona dall’uomo-montagna a regolare le condizioni della sua liberazione.

Nuovo Equilibrio: Il ministro – accompagnato da due segretari e parecchi funzionari – gli presenta tutte le regole da osservare:

1. L’uomo-montagna non può uscire dallo Stato senza un permesso speciale.

2. L’uomo-montagna non può entrare nella capitale senza il permesso affinché gli abitanti possano mettersi al riparo.

3. L’uomo-montagna non deve camminare sulle strade principali o coricarsi sui prati o sui campi di grano.

4. L’uomo-montagna non deve calpestare le persone, le loro vetture e non può prendere in mano nessuno di loro senza permesso.

5. In caso di richiesta di spostamenti urgenti, l’uomo montagna è obbligato ad obbedire e anche a portare nella propria tasca il corriere e poi riportarlo indietro sano e salvo fino alla corte del sovrano.

6. L’uomo-montagna deve allearsi con i lillipuziani contro i nemici dell’isola di Blefuscu e deve intervenire nel caso in cui Lilliput venga attaccata

7. L’uomo-montagna deve aiutare gli operai a sollevare le pietre più grosse affinché venga terminata la costruzione della grande muraglia intorno al parco e intorno ai palazzi imperiali.

8. L’’uomo-montagna, dopo aver giurato di attenersi le condizioni appena enunciate, ha diritto a provviste di carne e bevande. Inoltre l’imperatore è libero di fargli visita ogni volta che lo desidera.

Tale giuramento è sigillato nel palazzo di Belfaborac , il giorno XII della 91ª luna del regno di Lilliput.

L’uomo-montagna sottoscrive tutti gli articoli: è libero.

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I Viaggi di Gulliver – capitolo quattro

Nel quarto capitolo il Narratore racconta la sua vita da uomo libero. Si reca nella capitale di Lilliput, Milendo, e gli viene perfino concesso di osservare da vicino la dimora reale. Durante una visita formale il segretario di Stato gli spiega come, la diatriba tra i due partiti politici di Lilliput – i tramecksan (tacchi-alti) e i stamecksan (tacchi-bassi) – stia da tempo creando disordine nel loro Paese e abbia portato alla rivalità con la vicina isola di Blefuscu. Alcune spie ritengono che Lilliput sia a rischio di invasione e dunque l’imperatore vorrebbe conoscere la disponibilità dell’uomo montagna nel caso in cui avvengano attacchi.

Nuova svolta Narrativa: Non appena l’uomo-montagna ottiene la libertà chiede il favore di poter entrare all’interno di Milendo, la capitale dell’impero di Lilliput. Gli viene concesso a patto che non faccia alcun male agli abitanti e alle loro case.

Descrizione: La città è circondata da una muraglia alta due piedi e mezzo (80 cm) e larga più di 11 pollici (quasi 30 cm). Ogni dieci piedi di muro è collocato un torrione di rinforzo.

L’uomo-montagna scavalca il muro sopra la porta principale e si incammina piano lungo le strade principali. La città può contenere circa 500.000 persone, possiede case di tre o di quattro piani, botteghe e mercati fornitissimi. Il palazzo dell’imperatore è posto al centro della città, all’incrocio delle due strade principali.

L’imperatore gli permette perfino di avvicinarsi fino al cortile centrale della dimora reale e, sdraiandosi su un fianco, di osservare all’interno delle finestre del primo piano dove si trovano l’imperatrice e le principessine con il seguito.

Nuova Complicazione: Dopo una quindicina di giorni dalla visita in città da uomo libero, il Segretario di Stato si presenta sotto casa sua. Prima di tutto si congratula della sua liberazione vantandosi perfino di aver contributo. Poi gli spiega i grandi pericoli che il suo Paese combatte da tempo. Si tratta di un pericolo interno – ovvero una rabbiosa lotta di partito – e di un pericolo esterno – ovvero il concreto rischio di invasione nemica.

Esposizione: Tutto scaturisce da una lotta per il potere che dura da circa 70 lune. La diatriba è tra i tramecksan (tacchi-alti) e i stamecksan (tacchi-bassi), i due partiti partiti politici di Lilliput che si differenziano tra loro, oltre che per le ideologie opposte, anche per l’altezza delle scarpe che i loro sostenitori portano.

Il Narratore spiega che le ideologie dei tacchi-alti sono più simili a quelle europee del suo tempo. Tuttavia l’imperatore preferisce affidare ai tacchi-bassi l’amministrazione dello Stato e degli uffici.

Questi due partiti si odiano a tal punto da non mangiare e nemmeno bere o parlare assieme. Come se non bastasse, i tacchi-alti oltre ad essere più numerosi, probabilmente attirano la simpatia dell’erede al trono.

I viaggi di Gulliver - Lilliput - di Jonathan SwiftFlashback: A tutte queste discordie si aggiunge un secondo problema, ovvero la minaccia d’invasione da parte degli abitanti della vicina isola di Blefuscu. Per 36 lune queste due nazioni si sono combattute in una guerra ostinata per via dell’ospitalità che i blefuscudiani hanno dato ad alcuni dissidenti lillipuziani.

La disputa è cominciata quando il padre del sovrano lillipuziano regnante ha imposto a tutti gli abitanti l’obbligo di rompere l’uovo dalla parte più stretta. Questa decisione era dipesa da un taglio sul dito che il figlio si era procurato da piccolo quando aveva provato a rompere l’uovo dalla parte larga. Da quel momento chi non rispettava tale legge subiva pesanti punizioni.

Tale situazione ha dato luogo a sei rivoluzioni popolari a Lilliput, durante le quali un imperatore ha perduto la vita e un altro il trono. I sovrani di Blefuscu, invece di rispettare i problemi di Lilliput, si sono intromessi nella diatriba offrendo rifugio a coloro che volevano sfuggire alla repressione.

Sono stati pubblicati centinaia di volumi su questo argomento e durante questa serie di lotte i sovrani di Blefuscu hanno accusato Lilliput di commettere un delitto, cioè di violare un precetto fondamentale contenuto nel 54º capitolo del loro testo sacro cioè il Blundecraldel del comune profeta Lustrog.

Questa situazione ha portato i due imperi a combattersi per 36 lune in una guerra lunga e sanguinosissima.

Nuova Complicazione: La preoccupazione dell’ambasciatore ora consiste nella concreta possibilità che il regno di Blefuscu stia per invadere le loro coste. E dunque l’imperatore vorrebbe conoscere le sue intenzioni a tal proposito.

L’uomo-montagna gli risponde di non preoccuparsi. Egli è disposto a sacrificare la propria vita per difendere il sovrano e tutto il suo impero contro tutti questi tentativi di invasione nemica.

Il segretario se ne va soddisfatto della risposta.

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I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT- PUNTO DI MEZZO

I Viaggi di Gulliver – Capitolo cinque

Nel quinto capitolo l’uomo-montagna intraprende un’azione ai danni del vicino regno di Blefuscu. Raggiunge a nuoto la spiaggia e trascina via 50 vascelli e legni da trasporto. Al suo ritorno a Lilliput viene accolto con grande clamore e gli viene conferito il titolo di Nardac. L’imperatore però ha mire espansionistiche e vorrebbe l’appoggio del gigante. L’uomo rifiuta la proposta e poco tempo dopo riceve una delegazione da Blefuscu che lo invita a recarsi presso di loro in visita amichevole.

Una notte accade un fatto spiacevole: la dimora reale sta andando a fuoco e viene richiesto l’intervento dell’uomo-montagna. Egli risolve il problema in un maniera piuttosto bizzarra ed inaspettata.

Descrizione: Il Narratore inizia il capitolo parlando brevemente del regno di Blefuscu. Blefuscu è un’isola che si trova a Nord-Nordest di Lilliput. I due paesi sono separati da un canale largo 800 yards (circa 720 m). Il Narratore spiega inoltre di non aver mai visto l’isola, nemmeno in lontananza.

Ritiene inoltre che i nemici di Blefuscu non siano a conoscenza della sua presenza dato che i due Stati non si palano da lunghissimo tempo.

Nuova Complicazione: Tuttavia, a detta di alcune spie di Lilliput, l’invasione è imminente: nel porto di Blefuscu è ormeggiata una flotta di navi che sembra pronta a partire all’attacco. L’uomo-montagna, senza dirlo a nessuno, si reca sulla spiaggia a Nordest e, nascosto dietro ad una collina, scorge col suo cannocchiale la composizione della presunta flotta nemica: si tratta di 50 vascelli da guerra e di numerosi legni da trasporto.

Ottenuta questa informazione torna in città e dà ordine agli artigiani di intrecciare una grande quantità di funi e fondere molte sbarre di ferro per fabbricare delle corde uncinate. Così provvisto ritorna alla spiaggia e, in meno di mezz’ora di nuoto, arriva vicino alla flotta nemica.

Conseguenza: Quando i blefuscudiani lo avvistano ne sono talmente terrorizzati da gettarsi fuori dai vascelli per mettersi in salvo sulla terraferma.

Approfittando della sua mole e del disordine generato tra i blefuscudiani, l’uomo-montagna attacca le corde uncinate alla prua di ciascun vascello. I soldati blefuscudiani gli scagliano addosso migliaia di frecce ma l’uomo-montagna si ripara gli occhi con gli occhiali che ha nel taschino segreto. Una volta agganciate tutte le navi, taglia gli ancoraggi con il coltello e comincia a trascinare via i cinquanta vascelli più grossi.

i viaggi di Gulliver. Luomo-montagna trascina via i vascelli dei bleuscudiani

Nuovo Equilibrio: Nel frattempo l’imperatore e la sua corte stanno attendendo con ansia l’esito dell’impresa sulla spiaggia. Quando finalmente giunge a riva il sovrano prima gli porge infiniti elogi e poi gli conferisce il titolo di nardac, ovvero l’onorificenza più elevata che esiste a Lilliput.

Nuova Complicazione: Visto il successo ottenuto il sovrano chiede all’uomo-montagna di trovare il modo di condurre al porto anche tutti gli altri vascelli del nemico. Il suo piano consiste nell’impadronirsi di tutto l’impero di Blefuscu, di trasformarlo in una provincia di Lilliput governata da un viceré e di uccidere tutti i profughi grossapuntisti. Infine, per completare il suo piano, vuole costringere tutti i popoli ad aprire le uova dalla punta stretta e divenire dunque il monarca di tutto il mondo.

Conseguenza: Tuttavia l’uomo-montagna non è affatto convinto di questa strategia. Allora cerca di dissuadere l’imperatore con ragionamenti fondati sulla politica, sulla giustizia e sul fatto che non ha alcuna intenzione di diventare strumento di oppressione contro un popolo libero, nobile valoroso come quello di Blefuscu.

Nuova Complicazione: Sebbene l’imperatore sembri approvare la saggezza di questo consiglio, in realtà non gli perdona questa scelta.

Molti dei consiglieri dell’imperatore approvano l’ideologia del gigante, altri invece no. Questa situazione crea un complotto che, circa due mesi dopo, si rivela apertamente.

Nuova Complicazione: Tre settimane dopo la spedizione dell’uomo montagna contro la flotta di Blefuscu, una delegazione di uomini politici dell’isola nemica si presenta a Lilliput con una proposta di pace. Essa è composta da sei dignitari con un seguito di 500 persone.

Nuovo Equilibrio: Il trattato di pace tra i due Paesi viene siglato e le condizioni si rivelano perfino molto vantaggiose per l’imperatore di Lilliput. Una volta stipulata la pace, gli ambasciatori blefuscudiani, che sono a conoscenza dei servizi resi all’imperatore dall’uomo-montagna, gli fanno visita. Gli elargiscono grandi complimenti per il suo valore e lo invitano presso di loro per conoscere l’imperatore di Blefuscu. Il gigante accetta volentieri ma deve prima inoltrare la richiesta all’imperatore di Lilliput.

Nuova Complicazione: Il sovrano gli concede il permesso, ma in cuor suo interpreta questa proposta come un nuovo tradimento.

Lezione Base - lo Schieramento dei Personaggi

Esposizione: Il Narratore approfitta per illustrare al Lettore le conseguenze della vittoria su Blefuscu. Spiega inoltre che le lingue di Lilliput e di Blefuscu sono molto diverse tra loro e, nonostante ciascuna delle due nazioni vanti l’antichità, la bellezza e l’efficacia della propria lingua, l’una disprezza l’altra.

Inoltre l’imperatore Lillipuziano, grazie la vittoria che ha ottenuto con l’intervento dell’uomo-montagna, ha obbligato l’ambasciatore blefuscudiano ad utilizzare la propria lingua nel caso in cui si fosse presentato alla sua corte. Tuttavia a Lilliput la maggior parte dei negozianti e dei marinai parla entrambe le lingue, sia per favorire il commercio tra i due Stati, sia per l’accoglienza reciproca fatta agli esuli e sia per l’abitudine dei lillipuziani di mandare a Blefuscu i loro giovani gentiluomini per imparare l’eleganza e gli usi del gran mondo.

Nuova Complicazione e Punto di Mezzo: Sebbene il gigante sia divenuto oramai un uomo libero e dunque ogni pretesa nei suoi confronti è decaduta, un giorno accade un’emergenza. È mezzanotte quando viene svegliato dalle grida di una folla che, in preda al terrore, ripete la parola burlum. Il motivo è presto detto. Nell’appartamento dell’imperatrice è in corso un incendio e c’è bisogno dell’intervento immediato del gigante. Quando l’uomo-montagna giunge a palazzo si rende subito conto che i lillipuziani non riescono da soli a domare le fiamme. Come se non bastasse nella fretta di accorrere a palazzo non ha nemmeno preso con sé la giacca, indumento che avrebbe potuto utilizzare per soffocare le fiamme.

C’è dunque bisogno di un rimedio di emergenza. L’uomo-montagna, per via di una bevuta abbondante fatta la sera prima, sa di avere impellente bisogno di urinare. Sfrutta dunque questa sua necessità per scaricare un flusso abbondante di urina in alcuni punti del palazzo reale. In tre minuti l’incendio è spento e quel formidabile edificio viene salvato dalla rovina.

Conseguenza: L’uomo-montagna decide di non aspettare i ringraziamenti dell’imperatore perché non sa come Sua Maestà avrebbe preso la modalità di emergenza da lui utilizzata. Sa perfettamente bene che un atto simile – quando commesso da un cittadino – è punibile perfino con la pena di morte.

Nuova Complicazione: Sebbene un successivo messaggio di ringraziamento di Sua Maestà lo rassicuri, tutti ignorano il fatto che l’imperatrice non sia affatto contenta di tale gesto! Anzi, la donna giura di ottenere vendetta per un’azione, ai suoi occhi, così insolente e villana.

I VIAGGI DI GULLIVER – LILLIPUT – fine prima parte del Secondo Atto

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IMPORTANTE: prima di salutarci ti ricordo che all’interno del Glossario Narrativo di Scrittissimo puoi trovare la spiegazione dei termini tecnici che ho utilizzato. Invece nella pagina dedicata alle Lezioni Base puoi trovare la spiegazione approfondita degli argomenti tecnici ricorrenti su Scrittissimo.

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Simona

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