LE NOTTI BIANCHE – analisi della Storia e dei personaggi

By | Ottobre 27, 2019

Articolo dedicato all’analisi de Le Notti Bianche, il Racconto romantico ed introspettivo di Fedor M. Dostoevskij

Le Notti Bianche è una delle opere più conosciute dello scrittore e filosofo russo, Fedor M. Dostoevskij. Pubblicato nel 1848, Le Notti Bianche è un racconto che racchiude in cinque brevi capitoli la cronaca di quattro notti vissute dal Protagonista in compagnia di Nasten’ka, una giovane donna che trascorre i suoi giorni in attesa di poter incontrare di nuovo il suo amore perduto.

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Le Notti Bianche – Caratteristiche:

Questo Racconto appartiene al Genere Romantico di tipo introspettivo. Il mondo interiore dei personaggi viene messo completamente allo scoperto attraverso le conversazioni che i due effettuano ogni notte. Non ci sono fatti salienti, solo lunghi dialoghi e ripetuti monologhi del Narratore.

Il Narratore è Intradiegetico, cioè il Protagonista della vicenda partecipa direttamente ai fatti raccontandoli attraverso il proprio Punto di Vista in Prima Persona Singola.

Tecnica Narrativa - come scegliere il Punto di Vista

Lezione Base - le Linee Narrative

Lezione Base - la Struttura in Tre Atti

Le Notti Bianche si sviluppa attraverso una classica Struttura in Tre Atti e – trattandosi di un Racconto e non di un Romanzo – la Narrazione è caratterizzata da una sola Linea Narrativa (quella Principale). Data la mancanza di Linee Narrative Secondarie, la vicenda è arricchita da numerosi Flashback presenti soprattutto nel capitolo centrale, quello dedicato alla storia di Nasten’ka.

le notti bianche si svolge a Pietroburgo

La vicenda infine è ambientata a Pietroburgo in primavera ma gli spostamenti spaziali sono limitati a pochissime zone della città e al circondario della casa del Protagonista. La linea temporale invece (esclusi i Flashback) si estende per soli quattro giorni.

Lezione Base - cosa è la Ambientazione

Le Notti Bianche – curiosità

Nel 1957 è stata tratta una trasposizione cinematografica del racconto di Dostoevskij

Le Notti Bianche – Tematiche:

Sebbene si tratti di un Racconto piuttosto breve e scarno di avvenimenti importanti, Le Notti Bianche è, a mio avviso, pregno di importanti tematiche. Da filosofo quale era, Dostoevskij utilizza la contrapposizione tra ragione e sentimento per mostrare la personalità del Narratore e della sua amata Nasten’ka.

Da una parte c’è il Protagonista che rappresenta la parte sentimentale della vicenda. Egli si definisce un sognatore ma, in realtà, durante lo svolgimento della vicenda si mostra imprigionato all’interno di stravaganti fantasticherie generate da paure irrazionali.

Lezione Base - differenza tra Protagonista ed Antagonista

Dalla Narrazione si percepisce chiaramente la contrapposizione tra il suo sentirsi “piccolo uomo” e la grandezza di una città come Pietroburgo dentro la quale si trova spesso a passeggiare immaginandosi a conversare con gli edifici!

La parte razionale invece è rappresentata da Nasten’ka la giovane donna che il Narratore incontra appoggiata al parapetto del fiume in evidente stato di afflizione. Sebbene la ragazza parli a cuore aperto dei propri sentimenti, di ciò che la tormenta, delle sue pene d’amore e del rapporto troppo ravvicinato con la nonna iperprotettiva, entro la conclusione della Narrazione emerge prepotente il suo lato razionale, quello che la riporta coi piedi per terra, che le fa rivalutare certe idee e che le fa compiere la scelta finale.

Lezione Base - il Conflitto Messaggio Tematico

Le Notti Bianche – Personaggi:

il Narratore: il Narratore è anche il Protagonista di questa vicenda e sostiene la Funzione di “sentimento”. Si sa molto poco di lui. Non rivela mai il proprio nome, spiega di avere 26 anni e di essere un tipo così solitario da non avere mai avuto conoscenza ravvicinata con alcuna donna sebbene viva da ben otto anni in una grande città come Pietroburgo. Definisce sé stesso come un sognatore e, in effetti, nel corso della Narrazione emerge molto il suo carattere estremamente introspettivo e romantico. Tuttavia emerge anche il lato cupo del suo animo, quello che da sempre imprigiona la sua mente in fantasticherie bizzarre e che gli impedisce di vivere la vita reale.

L’incontro con la giovane Nasten’ka, oltre a rappresentare la prima vera emozione di un amore, si rivela per l’uomo un attimo di esistenza, uno spazio di tempo in cui egli è costretto a prendere contatto – anche solo per pochi giorni – con qualcosa che sta al di fuori del proprio (tormentato) mondo interiore. Entro la conclusione della Storia egli comprenderà finalmente che “là fuori” esiste qualcosa che val la pena essere vissuto.

Nasten’ka: È la Coprotagonista de Le Notti Bianche e sostiene la Funzione di “Ragione”. Si sa poco di lei. Dalla Narrazione emerge che è una giovane ragazza che, orfana di madre e di padre, viene affidata alle cure di una nonna iperprotettiva e per di più cieca. Nel Racconto rivela anche la propria età, ovvero 17 anni.

Lezione Base - le Funzioni del Personaggio

Matrenka: Personaggio con Ruolo di Comparsa. È la domestica del Narratore. Lui la definisce una “giovane vecchia”, donna di poche parole e anche poco intelligente. Sarà lei che, alla conclusione della Storia, esorterà il Protagonista a sposarsi e ad “invitare gente che sarebbe l’ora”.

La nonna di Nasten’ka: Personaggio con Ruolo Secondario. Sebbene appaia solamente nei discorsi di Nasten’ka essa rappresenta la molla scatenante che spinge la nipote nelle braccia del suo amato. 

L’inquilino: giovane uomo senza nome (forse di origine cinese) che sostiene il Ruolo di Antagonista del Narratore. È il ragazzo di cui Nasten’ka si innamora e che genererà in lei lo struggimento amoroso che coinvolgerà il Protagonista e che guiderà tutta la Linea Narrativa Principale.

Lezione Base - differenza tra Ruolo e Funzione

Le Notti Bianche – PRIMO ATTO

Notte prima

Equilibrio Iniziale: La vicenda si apre con la descrizione che fa il Narratore di quella notte, da lui definita incantevole e ricca di stelle nel cielo. Il Narratore, osservando quello spettacolo notturno si domanda com’è possibile che, nonostante un cielo tanto bello, esistano persone irritate e capricciose, proprio come si sente lui in quel momento!

Poi prosegue dicendo che fin dal primo mattino si sentiva vittima un’angoscia inspiegabile. Aveva l’impressione che tutti lo lasciassero solo e che si allontanassero da lui. Viveva a Pietroburgo da otto anni e non era riuscito a fare alcuna conoscenza. Ovunque andasse, che fosse il parco o il fiume, incontrava sempre gli stessi visi, le stesse fisionomie. E aveva imparato ad entrare in empatia con loro sentendosi allegro o triste a seconda dello stato d’animo che percepiva nelle loro facce.

Flashback: Aveva fatto perfino amicizia con un vecchietto che incontrava ogni giorno, alla stessa ora, alla “fontanka”.

Secondo il Narratore anche l’uomo lo aveva notato ed era convinto che se per caso non si fosse presentato alla solita ora nello stesso posto, il vecchietto probabilmente si sarebbe intristito. Una volta, per esempio, non si erano visti per due giorni interi; il terzo giorno, quando finalmente si erano incontrati, si erano scambiati sguardi di simpatia.

Il Narratore poi prosegue parlando del suo rapporto con i palazzi della città. Aveva spesso l’impressione che, vedendolo arrivare, ognuno di essi gli corresse incontro lungo la strada salutandolo o gli chiedendogli come stesse. Lungo la strada incontrava un delizioso palazzetto che da rosa chiaro era stato dipinto di giallo, senza alcun preavviso. A suo dire passandoci davanti, ne aveva percepito un grido lamentoso, il rammarico di avere cambiato colore.

Poi riprende a spiegare il discorso fatto all’apertura. Ovvero che i tre giorni precedenti era stato tormentato dall’irrequietezza. Poi aveva compreso che la causa di questo malessere dipendeva dal fatto che tutti gli abitanti di Pietroburgo stavano andando in ciò che lui definisce “daĉa”. Secondo lui ogni rispettabile signore avrebbe noleggiato una vettura e, dopo le consuete attività lavorative, si sarebbe diretto appunto in “daĉa”. Il Narratore si sentiva particolarmente triste perché non aveva alcun motivo per recarsi in “daĉa”.

Sarebbe stato perfino pronto ad andarci ma nessuno lo aveva invitato. Era convinto di essere stato letteralmente dimenticato da tutti dato che, in effetti, per chiunque era un estraneo.

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Il Narratore torna poi al tempo presente e spiega di aver camminato così a lungo da trovarsi alle porte della città. In un attimo si sente allegro e si dirige oltre la barriera, tra i prati e i campi seminati. Non prova stanchezza ma solo la convinzione che finalmente quel peso lo stia lasciando. I passanti lo guardano e mostrano simpatia nei suoi confronti. È davvero rapito dalla natura pietroburghese quando mostra tutta la sua energia e si riempie di colori e di fiori.

Quel giorno rientra molto tardi: sono già suonate le 10 di sera quando finalmente si trova nei pressi del suo appartamento. La strada della sua casa costeggia il fiume e di solito a quell’ora non si incontra anima viva.

Svolta Narrativa: All’improvviso nota una giovane donna che, con i gomiti appoggiati sulla ringhiera, sta osservando l’acqua torbida del canale. Il Narratore le si avvicina ma lei sembra non sentire i suoi passi, nemmeno nel momento in cui le passa accanto.

Prima Complicazione: l’uomo non può fare a meno di notare che la ragazza sta piangendo! Molto impietosito da quella scena le si avvicina, ma lei in tutta risposta si avvia verso il marciapiede.

Decide dunque di seguirla. Ed infatti dall’altra parte del marciapiede appare un signore in frac che cammina barcollando ed appoggiandosi cautamente al muro. La ragazza invece accelera il passo proprio come farebbe chi percepisce pericolo.

Nuova Complicazione: All’improvviso quel signore – che poco prima sembrava instabile sui suoi passi – corre all’inseguimento della giovane ragazza. Il Narratore non ci pensa due volte e si mette a correre brandendo il bastone che aveva nella mano destra, riuscendo così a far desistere lo sconosciuto dalla sua azione.

Nuovo Equilibrio: La giovane donna lo ringrazia per l’intervento e gli sorride arrossendo leggermente. Poi i due cominciano a parlare tra loro: il Narratore ammette di essere agitato e di essere intimidito da lei poiché è del tutto disabituato alle donne. Non sa come parlare con loro e teme di dire delle sciocchezze.

La ragazza invece è di tutt’altro avviso. Lo rincuora dicendogli che alle donne come lei piace questa timidezza e, per questo, non lo allontanerà fino a casa.

Le Notti Bianche - il narratore corre in aiuto della giovane donna

Poi il Narratore riprende a parlare di se stesso. Spiega di aver 26 anni e di non aver mai avuto alcun rapporto con una donna e prosegue il monologo parlando della propria vita in maniera piuttosto triste e desolata. Sebbene la ragazza sia convinta del fatto che probabilmente è lui stesso il proprio nemico, qualsiasi donna buona, a meno che non sia sciocca o in collera con qualcun altro, apprezzerebbe il suo modo timido di approcciare. 

La giovane sconosciuta si dimostra incuriosita e gli domanda come mai è stata meritevole del suo interesse. Il Narratore gli risponde semplicemente perché si trovava da sola e quel signore lo aveva insospettito fin da subito. 

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Inoltre era stato un giorno particolarmente sereno e quando l’aveva vista piangere aveva provato per lei una fraterna compassione. All’improvviso la ragazza gli chiede di smettere di parlare poiché oramai è giunta a casa e vuole congedarsi. 

Svolta Narrativa: l’uomo desidera rivederla dunque le rivela che lui comunque si presenterà l’indomani nello stesso luogo e alla stessa ora in cui si sono incontrati, per ricordare il bel momento vissuto assieme.

Allora la ragazza gli risponde che probabilmente anche lei tornerà lì ma, se ciò accadrà, lui non dovrà considerarlo un appuntamento perché lei sarà lì per motivi personali. E se in quel momento avrà voglia gli dirà due parole, altrimenti non lo farà.

Nuovo Equilibrio: Anzi propone un patto al suo nuovo amico, ovvero lui non dovrà mai innamorarsi di lei. È pronta all’amicizia ma non all’amore. Il ragazzo accetta la proposta di buon grado. I due si danno la buonanotte ma lui non va a dormire, preferisce camminare per la città tutta la notte.

Le Notti Bianche – SECONDO ATTO

Notte seconda

Il giorno dopo i due si incontrano. La ragazza spiega di essere andata lì per mantenere un atteggiamento sensato. Anzi gli propone di ricominciare daccapo perché secondo lei il giorno prima non si era comportata molto bene. Chiede dunque al ragazzo di parlarle un po’ di sé.

E il ragazzo le spiega che vive da solo e svolgere una vita così solitaria da non parlare mai con nessuno. Tale spiegazione risulta particolarmente stravagante agli occhi della ragazza al punto che gli chiede se, per caso, ha una nonna come la sua che le impedisce in ogni modo di uscire di casa.

Flashback: la ragazza spiega la situazione in cui si trova. Racconta che un paio di anni prima aveva fatto una stupidaggine e da allora la nonna aveva utilizzato una spilla per agganciare tra loro i rispettivi vestiti. In questo modo l’avrebbe obbligata a rimaner seduta in casa per intere giornate a leggere libri ad alta voce. 

Il ragazzo è davvero stupito da questo racconto. Le spiega di non avere una nonna del genere ma di essere un tipo così solitario da sognare spesso ad occhi aperti.

Nuovo Equilibrio: Ad un tratto si rendono conto di non essersi ancora detti i reciproci nomi. La ragazza dice di chiamarsi Nasten’ka mentre il Narratore non svela il proprio nome.

Il Narratore riprende a parlare di stesso. Le spiega di non gradire nemmeno la luce del giorno e di sentirsi davvero bene solo quando si rifugia in casa tra le sue quattro pareti pitturate di verde, annerite, tristi e affumicate. Poi incalza con ragionamenti così complicati che la ragazza non riesce nemmeno a comprendere.

le notti bianche - i due ragazzi si danno appuntamento per il giorno successivo alla stessa ora

Allora il ragazzo capisce di dover essere più chiaro e riprende la conversazione spiegando che lui ama molto la sera, cioè quel momento della giornata in cui tutti gli affari, i doveri e gli impegni terminano e tutti si affrettano tornare nelle proprie case per mangiare, per stendersi e per riposare. Poi inizia un ulteriore monologo in cui spiega il suo mondo interiore fatto di osservazioni, di sogni, di riflessioni sui comportamenti altrui.

La sua immaginazione è davvero fervida e dopo l’ennesimo monologo molto complicato, il ragazzo rimane molto stupito dal fatto che Nasten’ka anziché ridere di lui, tace stringendogli perfino la mano.

Il Narratore le dice di essere molto rammaricato di aver perso invano tutti i suoi migliori anni. Sa che è stato Dio a mandarla da lui e, nonostante questo, ha paura di pensare al suo futuro perché lo vede ancora pieno di solitudine, imprigionato in una vita stantia.

E continua il ragionamento con un nuovo monologo in cui spiega dettagliatamente il suo tormento interiore fatto da sensazioni e da lacrime, rammaricandosi del fatto che quel sogno che sta vivendo insieme a lei durerà poco tempo.

Ricorda che un anno prima, nel punto esatto del marciapiede in cui si trova in quel momento, vagava solo e cupo. E ricorda anche che anche i sentimenti che viveva allora erano tristi, che le domande che si poneva erano le stesse di oggi: cosa ne aveva fatto dei suoi anni? Dove aveva sepolto suo tempo migliore? Ma la cosa più triste per lui è l’idea di rimanere da solo e di non avere nulla da rimpiangere, perché in realtà lui non ha niente, a parte uno stupido tondo zero.

Questo racconto impietosisce molto Nasten’ka al punto che versa qualche lacrima e gli assicura che ora questo incubo è finito. Da quel momento in poi staranno assieme e niente li separerà. Dice di essere una ragazza semplice, di aver studiato poco ma tutto quello che lui ha raccontato fino a quel momento in un certo senso lo ha vissuto anche lei a causa di sua nonna. Ora è felice di aver scoperto questo lato del suo amico e vorrebbe parlare un po’ di se stessa perché ha bisogno di ricevere qualche consiglio a proposito della propria condizione, un consiglio sincero, fraterno.

Fine della prima parte de Le Notti Bianche

Vai alla seconda parte

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IMPORTANTE: prima di salutarci ti ricordo che all’interno del Glossario Narrativo di Scrittissimo puoi trovare la spiegazione dei termini tecnici che ho utilizzato. Invece nella pagina dedicata alle Lezioni Base puoi trovare la spiegazione approfondita degli argomenti tecnici ricorrenti su Scrittissimo.

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a presto

Simona

Author & Admin di Scrittissimo.com

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