MANCANZA DI PRODUTTIVITA’ – dieci cause

By | Maggio 5, 2020

» Articolo che analizza cinque (di dieci) atteggiamenti che possono causare la mancanza di produttivita’

L’articolo di oggi è dedicato all’analisi di 5 atteggiamenti (di 10 in totale) che possono determinare la mancanza di produttivita’, ovvero la difficoltà a generare materiale scritto con efficiente continuità.

Ho tratto le varie informazioni a proposito di questa diffusa problematica da un brano pubblicato su The productive writer – tips and tools to help you write more, stress less & create success (Lo scrittore produttivo – tattiche e strumenti per aiutarti a scrivere di più, riducendo lo stress e generando successo).

Articolo che analizza 10 comportamenti che causano la mancanza di produttivita'Il manuale (al momento disponibile solo in inglese) è di Sage Cohen, coach, insegnante e autrice di corsi e di manuali che spiegano l’arte di comporre poesie e illustrano sistemi per ottimizzare il processo di scrittura.

Il paragrafo da cui ho tratto questo articolo si trova all’interno del capitolo 4 (Putting vision into action – pensiero in azione) ed è intitolato Top ten creativity busters (la top ten dei demolitori della produttivita’).

Come ho già anticipato nell’introduzione – data l’estensione dell’argomento – in questa sede analizzerò cinque cause che conducono alla mancanza di produttivita‘.

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MANCANZA DI PRODUTTIVITA’ – dieci cause (prima parte)

Ecco i primi cinque fattori che, secondo Sage Cohen, possono scatenare la difficoltà di generare materiale scritto con continuità. La parte viola in corsivo è il pensiero dell’autrice. Subito al di sotto di ogni punto ho aggiunto la mia opinione e la mia esperienza a riguardo.

Prima di iniziare l’analisi, ti ricordo che la mancanza di produttivita’ rientra nelle svariate forme che il Blocco dello Scrittore può assumere. Per saperne di più ti segnalo alcuni articoli pubblicati su scrittissimo che affrontano la problematica.

Per approfondire:

articolo che spiega come scrivere a piccoli passi

la mancanza di produttivita' è una forma di blocco dello Scrittore. articolo che spiega come superare il blocco della pagina biancaarticolo che spiega come superare il blocco della scrittura emozionale

la mancanza di produttivita' è una forma di blocco dello Scrittore. articolo che spiega come superare il blocco della pagina bianca

MANCANZA DI PRODUTTIVITA’ – dieci cause (prima parte)

1. mancanza di una visione di insieme: se non possiedi una visione d’insieme di quello che vuoi e di dove sei diretto nella tua vita da scrittore/scrittrice, sarà impossibile per te settare obiettivi realistici, misurare i tuoi progressi e il livello di produttività durante il percorso.

Cosa vuol dire avere una visione d’insieme? Significa prima di tutto avere le idee chiare – ma anche realistiche – sulla gestione dell’attività di scrittura. Significa porsi delle domande e darsi delle risposte semplici e dirette.

Eccone alcune:

– Voglio essere scrittore/scrittrice a tempo pieno? Part-time? O desidero che sia un semplice passatempo?

Ho intenzione di fare self publishing o di rivolgermi ad un editore?

A quale tipologia di pubblico intendo rivolgermi?

Quale Genere Narrativo padroneggio meglio? Quale vorrei invece approfondire? Quale è la mia specialità?

Scrivo per intrattenere o per far riflettere?

Scrivo per passione o per obbligo?

Quante ore riesco a dedicare alla scrittura durante il giorno? E durante la settimana?

Porsi delle domande pratiche e darsi delle risposte oneste aiuta a generare la “visione d’insieme” di cui parla la Cohen. Non è necessario che sia dettagliata e non deve nemmeno rimanere immutata strada facendo. Quello che conta è averne una di riferimento e che sia facile da mantenere in atto. Questo primo punto affronta il concetto di “visione di insieme” a grandi linee. I successivi punti possono contribuire a focalizzarlo meglio.

Lezione Base - il Genere Narrativo

2. non puoi ottenere un obiettivo che non puoi vedere. Conoscere i tuoi obiettivi giornalieri, settimanali, mensili ed annuali può aiutarti a comprendere se ti stai muovendo nella giusta direzione.

Questo secondo punto si collega al precedente. L’attività da Scrittore/Scrittrice può – anzi deve –essere pianificata fin nel più piccolo dettaglio, compresa la suddivisione delle ore giornaliere da dedicare alla scrittura, sia a breve che a lungo termine. Io ho attuato una semplice strategia che mi permette di verificare lo stato di avanzamento dei lavori scritti: annoto giornalmente quante ore ho dedicato ad ogni lavoro. Poi, alla fine della settimana, faccio il calcolo matematico delle ore complessive di attività.

Sebbene io abbia più progetti in lavorazione contemporaneamente, dunque necessito di annotare più voci, l’utilizzo di questo sistema mi permette di avere un’idea globale su come procedo settimanalmente. E dunque farmi un’idea a lungo termine sulle mie effettive possibilità.

3. Paura: il rischio è uno dei cardini attorno ai quali rotea la produttività. Se non sei disposto a correre il pericolo di fallire probabilmente non stai crescendo come Scrittore/Scrittrice. Quando la paura ti impedisce di fare quei passi che potrebbero farti raggiungere gli obiettivi prefissati e  avvicinarti ai tuoi sogni, restringi le tue possibilità e limiti le opportunità di avere successo.

Non è un mistero per nessuno: la paura del fallimento può demotivare chiunque a fare qualsiasi cosa, figuriamoci quando si tratta un’attività creativa come la scrittura che implica mettersi in gioco ad ogni singola pubblicazione. Probabilmente nemmeno Stephen King o J.K Rowling sono stati esenti dal timore di vedere fallire le proprie pubblicazioni. Tuttavia se si vuole intraprendere la strada del successo non conosco altre strade se non quella di esporsi, accettare le critiche e rischiare l’insuccesso. Solo in questo modo è possibile capire eventuali errori ed aggiustare il tiro.

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4. Fare il lavoro sbagliato al momento sbagliato. Comprendere i tuoi ritmi di lavoro e onorarli è la chiave per trovare e sostenere il flusso sul quale far affidamento. Per esempio sono arrivata alla sfortunata conclusione che non riesco a stare ferma fino alle 4 del pomeriggio. La saggezza popolare suggerisce che il primo mattino è il momento ideale per scrivere. Se io avessi limitato me stessa scrivendo in questo periodo prescritto – che non calza correttamente per me e con il mio ritmo – sicuramente mi sarei arresa molto presto.

articolo che analizza dieci fattori che causano una forma di blocco dello scrittore, la mancanza di produttivita'Il quarto punto prende in esame il concetto di consapevolezza di se stessi, in particolare per quanto riguarda l’identificazione dei momenti più propizi per scrivere. È necessario porsi in auto osservazione e stabilire quali sono gli orari e le situazioni in cui si è più produttivi compatibilmente con altri impegni. Domandati dunque:

Quali sono i momenti in cui la creatività viene a farmi visita?

Lavoro meglio al mattino, al pomeriggio oppure alla sera? 

Per me, senza dubbio, il primo mattino e il primo pomeriggio sono i momenti più adatti per scrivere. Alla sera invece è meglio che mi dedichi allo studio poiché la mia onda creativa a quell’ora è del tutto spenta.

Dopotutto come disse lo scrittore boemo Franz Kafka: “forse esiste qualche altro modo di scrivere, ma io conosco soltanto questo: di notte, quando la paura non mi lascia dormire”. Come vedi ognuno la pensa a modo proprio; l’importante è misurarsi ed applicarsi di conseguenza.

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5. sistema malandato. Se non riesci a trovare l’ultima bozza del tuo manoscritto perché non ricordi dove l’hai messa o a chi l’hai data, o non riesci a mantener traccia di quella grande idea che hai avuto o non possiedi un sistema per archiviare, misurare, ripetere e costruire con successo il tuo materiale, questo probabilmente pone un limite alle tue performance, alle tue soddisfazioni e ai tuoi risultati 

Il quinto punto fa riferimento all’ordine e all’organizzazione mentale. Ovviamente ognuno è libero di applicare i propri sistemi organizzativi, purché siano utili ed efficienti. Io preferisco prendere nota di ogni singola idea che mi passa per la mente, prima scrivendola su un block notes e poi lasciandola macerare un paio di giorni, o anche di più. Dopo tale periodo, se mi sembra ancora valida, faccio in modo di concretizzarla. Altrimenti la cancello, evitando di accumulare. Da ciò ne consegue che avere sempre a portata di mano un block notes per prendere appunti resta sempre l’idea più efficace.

Per quanto riguarda il disordine nel proprio materiale, beh, credo non esistano delle scappatoie. Se è vero che ognuno trova tutto nel proprio disordine, è anche vero che essere ordinati nella gestione del materiale prodotto e del sistema di archiviazione, non può mai essere controproducente.

Fine prima parte.

Vai alla seconda parte di questo articolo

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IMPORTANTE: prima di salutarci ti ricordo che all’interno del Glossario Narrativo di Scrittissimo puoi trovare la spiegazione dei termini tecnici che ho utilizzato. Invece nella pagina dedicata alle Lezioni Base puoi trovare la spiegazione approfondita degli argomenti tecnici ricorrenti su Scrittissimo.

GLOSSARIO NARRATIVO

LEZIONI BASE

Per oggi è tutto,

a presto

Simona

Author & Admin di Scrittissimo.com

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